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LE DANZE ARMENE

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L'attuale Repubblica armena è un'area piccola e montuosa estesa quanto il Belgio, con una popolazione di solo tre milioni di abitanti. Precedentemente l'Armenia copriva un territorio enorme, incluse le montagne di quelle che ora sono la Georgia e l'Azerbaijan, l'enorme altopiano che si estende dall'Anatolia orientale al Caucaso meridionale, parte dell'Iran, l'Iraq e della Siria. Questo territorio è caratterizzato dalla presenza del monte Ararat, il simbolo della nazione armena e anche simbolo dell'esilio: il suo profilo domina la vista di Yerevan, la capitale dell'Armenia, anche se la montagna ora è in territorio turco.

L'altopiano anatolico è uno dei siti più antichi del mondo per civilizzazione. Gli armeni, discendenti da un ramo di indoeuropei, vi si stabilirono dopo il V secolo a.C. e fondarono il primo stato cristiano nel 301 d.C. Immediatamente si formò una forte identità culturale, grazie in particolare all'invenzione dell'alfabeto armeno nel 406 d.C.. Altre popolazioni nel corso del tempo si stabilirono in quel territorio: persiani, bizantini, arabi, assiri e turchi. Durante questo periodo, come conseguenza, si è sviluppato un ricco e assai variegato folclore, nonostante i conflitti continui fra le varie popolazioni.

A partire dal 1915 la popolazione armena della Turchia fu oggetto di uno spaventoso eccidio da parte dell'esercito turco. Furono deportate e uccise non meno di un milione e mezzo di persone, i 3/4 dell'intera popolazione armena presente allora in Turchia. Insieme a loro anche un'altra minoranza nazionale, gli Assiri (200 - 300 mila vittime). Un massacro paragonabile a quello successivo degli ebrei e degli zingari da parte dei nazisti in tutta Europa, vista la proporzione numerica esistente fra la popolazione mondiale di allora e quella del '43 - '45. Questi eventi sono stati ufficialmente riconosciuti e condannati quale genocidio tanto dalle Nazioni Unite nel 1985 e nel 1986, che dal Parlamento Europeo nel 1987. La Turchia, tuttavia, ancora oggi rifiuta di riconoscere tale genocidio sostenendo che si trattò di guerra civile e che le vittime furono "solo" 300.000.

A seguito delle persecuzioni, molti armeni migrarono. Attualmente sono circa otto milioni gli armeni sparsi per il mondo. Particolarmente numerose le comunità armene negli Usa (a Los Angeles, Fresno, Chicago, Washington e altre città), molto attive nel conservare la cultura e le tradizioni originarie, ma anche luoghi dove nasceva, e si sviluppa tuttora, un genere musicale e coreutico originale, frutto della fusione fra la tradizione del paese di origine e la modernità del mondo occidentale: le danze armeno - americane. Questa è la ragione per cui quando si parla di danze popolari armene si distingue di solito fra le danze tradizionali e le danze della diaspora.

Le danze tradizionali
Il genocidio degli armeni non fu solo eliminazione di una popolazione ma anche il tentativo di fare scomparire una cultura. Il fatto che oggi noi siamo in grado di conoscere gran parte della cultura musicale armena è dovuto sopra tutto a coraggiosi e appassionati ricercatori che tornarono nei territori del genocidio per trovare gli armeni nascosti e raccogliere quello che ricordavano delle loro danze del periodo pre-diaspora e delle loro tradizioni musicali. Tuttavia la difficoltà a tramandare anche oralmente le tradizioni alle nuove generazioni ha lasciato il segno. Ad esempio il testo di molte canzoni non è più traducibile a causa della presenza di molte parole arcaiche e dialettali il cui significato si è perso.

Nella capitale Yerevan e anche in tutto il mondo, le scuole di coreografia e i gruppi folklorici di musica e danze mirano a conservare le danze tradizionali in una configurazione appropriata per la rappresentazione scenica. Le versioni per lo spettacolo possono essere piuttosto diverse dall'originale danza del villaggio, e queste scuole e gruppi a volte vengono accusati di essere corresponsabili della distruzione della "vera" tradizione. Naturalmente le danze subiscono molti cambiamenti quando sono adattate per lo spettacolo. Ma resta il fatto che la sopravvivenza di quelle musiche e di quelle danze anche in forma moderna è qualche cosa che è comunque importante.

Le danze della diaspora negli Usa
Negli anni 1940-50, la seconda e terza generazione di armeni-americani cominciarono a creare un repertorio tutto nuovo di danze per sostituire quelle che erano state perse nella diaspora e anche per esprimere la loro nuova condizione sociale, combinando passi e coreografie recenti e tradizionali con melodie e canzoni antiche.

Le musiche di queste nuove danze, registrate in anni recenti da complessi armeno-statunitensi, sono spesso tipicamente allegre, a differenza della danze tradizionali, caratterizzate spesso da un andamento di volta in volta solenne (commemorazione di ricorrenze, di un matrimonio) o triste (un perduto amore) o "eroico" (le danze di guerra). Queste danze quasi sempre si muovono verso destra, un segno che sono danze di festa, al contrario delle danze che si muovono verso sinistra, che alcuni sostengono essere più malinconiche.

In ogni caso, le danze della diaspora pur affondando le proprie radici nella tradizione storica della cultura musicale armena, si configurano oggi come un vero e proprio genere musicale a sé stante, differenziandosi addirittura a seconda delle città di residenza delle varie comunità di emigrati.

(da un testo di Laura Shannon integrato con altri contributi)